top of page

Prostatite
e
Iperplasia prostatica benigna

un beneficio dalla tradizione erboristica

27574965-B230-490D-A4D6-1C4BC80C83E2.PNG

L'iperplasia prostatica benigna [IPB] si caratterizza per la patogenesi multifattoriale complessa, in cui la componente iperplastico-ostruttiva e quella flogistica cronica sono strettamente interconnesse. Il microambiente infiammatorio prostatico alimenta un loop biologico deleterio: la flogosi cronica incrementa localmente i livelli di stress ossidativo e la produzione di specie reattive dell'ossigeno [ROS], stimolando il rilascio di citochine pro-proliferative. Il controllo di questo network richiede strategie di intervento che vadano oltre il mero blocco ormonale, agendo sinergicamente sulla cascata infiammatoria e sul danno ossidativo tessutale, poiché l’omeostasi della prostata è strettamente integrata con l’equilibrio degli ormoni steroidei locali.

Con l'avanzare dell'età, l'aumento dell'attività enzimatica della 5-α-reduttasi e dell'aromatasi favorisce l'accumulo intraprostatico di diidrotestosterone [DHT] e di estrogeni, i principali driver della proliferazione cellulare nell'iperplasia prostatica benigna.

La terapia medica convenzionale, dei sintomi del basso tratto urinario [LUTS] associati a IPB, si concentra tipicamente su singoli target molecolari attraverso l'uso di monoterapie di sintesi, quali gli α-litici o gli inibitori della 5-α-reduttasi. Al contrario, i modelli della moderna network pharmacology offrono una solida base razionale per l'impiego di un approccio multicomponente, clinicamente identificabile nei fitocomplessi standardizzati.

In questo contesto, la standardizzazione estrattiva rappresenta un prerequisito fondamentale per garantire stabilità qualitativa, replicabilità del profilo farmacologico e prevedibilità della risposta terapeutica.

Il vantaggio biologico del fitocomplesso rispetto alla monoterapia sintetica risiede nella sinergia cinetica e dinamica delle sue tre frazioni principali: acidi grassi liberi, fitosteroli e polifenoli.

Configurandosi come un'entità terapeutica unitaria, il fitocomplesso standardizzato consente di approcciare l'IPB non come una patologia a cascata lineare, bensì come un network complesso di eventi fisiopatologici interconnessi: l'iperproliferazione androgeno-dipendente, il rimodellamento stromale e lo stato infiammatorio cronico intraprostatico.

Le evidenze cliniche derivate dall'uso di estratti lipidico-sterolici di alta qualità [in particolare l'estratto esanico standardizzato di Serenoa repens] dimostrano un'efficacia sovrapponibile ai farmaci di sintesi nel controllo dei LUTS lievi e moderati. A questo si associa un profilo di tollerabilità particolarmente favorevole, caratterizzato da un impatto significativamente ridotto sulle reazioni avverse sistemiche e da un'eccellente preservazione della funzione erettile ed eiaculatoria del paziente rispetto alle terapie ormonali o α-litiche convenzionali. 

© 2026 Divagazioni Pertinenti di Giovanna Masini

Screenshot 2024-07-31 alle 19.25_edited.

Spedisco in tutta Italia

bottom of page